Sabato 7 maggio 2005, nell'ambito del seminario Fotografia e web, sarà messo on-line il progetto vincitore di Netshot, concorso per un progetto nazionale di fotografia su web.
Nightshifts, di Meris Angioletti, resterà in linea sul sito www.nightshifts.net fino al 31 dicembre 2005.
Fino a tale data rimane attivo il forum di discussione che, su queste pagine, ha accompagnato lo svolgimento del concorso, di cui segue un riepilogo dei risultati.
PROGETTO VINCITORE:
Meris Angioletti, “Nightshifts”
“Nightshifts” lavora sul tempo reale e sul dislocamento reso possibile dalla rete, mettendo a disposizione del pubblico un tipo di visione che,per sua natura, nasce per specialisti e da alta tecnologia ma, allo stesso tempo, genera suggestioni oniriche e ancestrali.
Motivazione:
Inaspettata uscita dalla dimensione claustrofobica della rete.
Proposta originale e innovativa in cui il web è caricato di funzioni estetiche e poetiche e non è inteso come semplice strumento.
Si tratta di un sito non comunicativo, che collega la rete ad altre tecnologie di avanguardia mettendo in relazione il tutto di internet con l’universo stesso, in una continua e mai esauribile tensione verso la conoscenza e la contemplazione.
PROGETTI MENZIONATI:
Gea Casolaro, “Concatenamenti”
“Concatenamenti” si sviluppa sulla potenzialità delle immagini di creare con grande semplicità similitudini, relazioni e associazioni di idee, in una narrazione collettiva che si apra all’interazione e alla condivisione.
Motivazione:
Progetto di grande semplicità e democraticità che si basa e vive completamente all’interno dell’immagine. Esplora la potenzialità comunicativa dell'immagine fotografica pura attraverso l'immediatezza del rapporto che le persone intrattengono con essa e le molteplici associazioni di idee che questo produce.
Si fonda sul concetto di dislocamento, integrandosi così pienamente nel percorso artistico dell'autrice ma estendendone le problematiche e i linguaggi a dimensioni inedite.
Luca Casonato, “Ritratto d’Italia”
Progetto di grande interazione in cui il sistema riceve le fototessere inviate dagli utenti, le sovrappone a tutte le altre e restituisce l’immagine risultante al mittente, giocando sul concetto di identità per creare l’immagine, sempre mutevole, di un possibile “Ritratto d’Italia”.
Motivazione:
Progetto dalla grande capacità di comunicazione che risolve con semplicità e forza visiva il rapporto tra serie e originale, tra individuo e società, tra realtà e finzione.
Riesce con immediatezza a toccare gli utenti della rete su un piano personale e a coinvolgerli in un’operazione collettiva di ampio respiro in cui si ritrovano tematiche attuali e dalla dimensione politica complessa quali identità nazionale, territorialità, appartenenza.
PROGETTI AMMESSI ALLA FASE FINALE
Mara Granzotto, “Photo-Interchange”
Photo-Interchange è strumento, servizio, archivio, fonte di informazioni, luogo virtuale di incontro sulla fotografia italiana per tutti gli operatori, autori, semplici appassionati.
Francesco Pecorari, “La scatola della luce”
Interazione tra diversi autori e tra narrazione fotografica e narrazione letteraria, “La scatola della luce” è un’esperienza collettiva alla quale ogni autore può contribuire con le sue immagini e le sue parole.
Domenico Olivero, “Choise my share”
Nasce dall’interazione tra pubblico e museo, nello spazio fisico di questo e nello spazio virtuale della rete, con un concorso a temi e poi un archivio “popolare”, frutto della collaborazione tra l’istituzione e i suoi utenti.
Lorenzo Guasti, “Photoblog.it”
Spazio per nuovi photoblog o per segnalarne e renderne visibili di già esistenti, punto d’incontro e insieme di informazione su questo fenomeno sociale e sui cambiamenti apportati dalla fotografia digitale.
Adriano D’Angelo
L’utente si muove in un database di immagini collegate tra loro, creando un patchwork fotografico di nuove associazioni e visioni, figlio dell’utente e del sistema. Mette in gioco i concetti di serie, ripetizione, interazione.
Isabella Rosa, “Home Sweet Home”
Entrando virtualmente in appartamenti altrui, “Home Sweet Home” combina la fotografia ad altri media, un’esplorazione di microcosmi casalinghi in quanto strumento di auto-rappresentazione e identificazione.
Flavio Bonetti, Katia Auguelova, Duilio Zogno, “Strade autonome”
Partendo da opere fotografiche sull’incapacità di organizzare il territorio, il progetto segue la forma del racconto, coinvolge persone e discipline diverse e, attraverso il web, intende rendere il più possibile collettiva la narrazione.
Oliver Vanderaa, “Citysnapper/Observatoire_6”
Il web e il museo sedi espositive di un lavoro condotto dall’autore sul territorio urbano, luogo fisico e mentale, attraverso fotografie e interviste quotidiane.
Daniele Podda, “Infotografia”
In 8 macro-aree di interesse, eventualmente espandibili, un sito di servizi abbraccia per intero il mondo della fotografia su tematiche molto estese, puntando a coinvolgere e mettere in contatto pubblici differenti.
Giorgio Ferrero, “FioridiBach”
Immagini e suoni predefiniti sono messi a disposizione degli utenti che ne modificano con semplicità associazioni e combinazioni, in una corrispondenza intima tra la macchina e lo stato d’animo dell’uomo contemporaneo, in tutte le sue contraddizioni ed esigenze di fronte alla società.
Sergio Lovati, Maria D’Amico,Mario Piccaluga, “Il sogno di Rachel”
La costruzione della memoria è anche un mezzo di attribuzione di senso e, in questo progetto, è immaginata come atto creativo collettivo, che avviene con l’inserimento da parte degli utenti di frammenti visivi del proprio presente e del proprio passato, coinvolgendo in questo processo altre persone.
Angelo Navarria, “Yellow Point”
“Yellow Point” è un progetto di mappatura fotografica del territorio con il contributo di fotografi, artisti, critici e studiosi, fruitori e autori insieme. Luoghi e realtà che normalmente non hanno voce ci parlano di territorio, marginalità, fotografia, contemporaneità.
Roberta Iachini, “Album di famiglia”
“Album di famiglia” si presenta come un progetto per la salvaguardia delle immagini, perché le fotografie non vengano disperse ma siano invece sedimenti per il racconto di storie private.
Beltran Berrocal, “Net photographer”
Spettatore e autore si invertono in un progetto di alta tecnologia dall’immaginario fantascientifico, con l’uso “al contrario” di web cam e la creazione di un database di autori/spettatori che si modifica a seconda del comportamento degli utenti, sconvolgendo canoni e ruoli tradizionali.
Rosario Grieco, Elisa Mastrofrancesco, “oggetto.s.oggetto”
Nella continua richiesta in rete di inserimento di dati personali c’è una potenzialmente infinita generazione di identità che il progetto intende indagare tra realtà e finzione, tra unicità e molteplicità, mediante dati e fotografie degli utenti associate da un codice in modo promiscuo.
Rachele Maggiolini, Simone Sala, “Bonsai”
Ogni opera, scritta o visiva, nasce da un’altra opera di un altro autore. Sulla metafora dell’albero, il sito stimola l’interazione che si sviluppa tra i vari autori e, dunque, tra molteplici punti di vista in modo da generare un insieme di opere e, al fine, una vera e propria narrazione collettiva.
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